30 settembre // Deejay 100 // CityLife Shopping District Milano

Eventi Milano Ride 2018

Milano Ride non è solo Deejay 100 ma anche tanti eventi con un unico denominatore: la bicicletta. Il tutto nella splendida cornice di City Life Shopping District.

22 settembre | Ritrovo dalle 10.00, partenza alle 12.00

Tweed Ride pedalata in stile

Una pedalata in stile Anni ’30 in sella a bici coeve, rivivendo i tempi in cui la bicicletta era il mezzo di locomozione per tutti attraverso il quale ci si distingueva.

Il percorso, articolato attorno a City Life Shopping District, seguirà il codice della strada e sarà aperto a tutti gratuitamente con una velocità di percorrenza molto bassa. Per sapere come prepararvi date un’occhiata al sito ufficiale www.tweedride.it e rispolverate la bici del nonno. Vi aspettiamo!

CRONOPROGRAMMA

ore 12.00: ritrovo davanti all’ingresso di CityLife Shopping District (piazza 6 febbraio).
 
ore 12.30: partenza con passaggio a mano all’interno di City Life Shopping District e pedalata quasi tutta su ciclabile di 10 km fino a piazza Duomo e ritorno, passando per luoghi iconici del centro di Milano alla sede di Radio Deejay in via Massena..
ore 13.30: ritorno in City Life all’interno del parco per foto di rito.
 
Qui sotto il percorso (indicativo):
 
 

 

22/23 settembre | 11.00 / 13.00 - 14.00 / 19.00

Avviamento MTB bimbi

Un percorso a ostacoli dedicato ai più piccoli per imparare a pedalare in sella a una Mountain Bike, il tutto in uno spazio 10×20 metri con il supporto dello staff. L’attività è riservata agli Under 15 e prevede l’uso obbligatorio del casco.

Dal 18 al 30 settembre

Art Color Bike

Una coloratissima mostra di biciclette artistiche inserite all’interno dello shopping district. Venite a scoprirle tutte passeggiando tra in negozi di City Life Shopping District.

15/16 e 22/23 settembre

Letture a due ruote

La bicicletta e la letteratura sono sempre andate d’accordo. Non perdete gli scrittori milanesi che racconteranno i propri libri e le proprie esperienze nel mondo della bici.

  • 15 settembre | 15.30: “Bidon – Ciclismo allo stato liquido”: Un collettivo web (seguiteli su Facebook) che prova a raccontare il ciclismo di oggi con un po’ di romanticismo ma senza nostalgia. Amano fare presentazioni, più del loro lavoro in generale che dei loro libri, anche se hanno alle spalle tre uscite sugli ultimi tre Tour de France e soprattutto la raccolta di racconti che abbiamo realizzato in occasione del Giro d’Italia 2017, “il Centogiro – 99 storie (più una) dal Giro d’Italia”.

BIDON - CICLISMO ALLO STATO LIQUIDO

Noi la chiamiamo borraccia. Ce la ricordiamo in foto, tutta in alluminio, mentre passa dalla mano di Bartali a quella di Coppi, o viceversa (non si è mai saputo bene, in fondo cosa importa). Tutto il resto del mondo la chiama bidon, e grida queste cinque lettere goffe al passaggio di ogni corsa di biciclette: il bidon, che oggi è un banalissimo cilidretto di plastica industriale, finisce sempre vuoto, ma sempre magico, tra le mani di qualche spettatore. Bambini che urlano come pazzi o adulti che si agitano come bambini, non fa differenza. È il souvenir-reliquia di uno sport che regala tanto, talvolta persino oggetti. È il simbolo dell’elementare umanità dei campioni, ché pure loro soffrono la sete, e approfittano della disponibilità dei gregari, facendosi portare una borraccia dopo l’altra; le svuotano così come il pubblico, invitato senza biglietto a un lauto banchetto, svuota bottiglie, lattine, boccali e damigiane.

Dentro a questo bidon c’è tutto il ciclismo che ci piace, quello dissetante che unisce fenomeni e faticatori, giovani energici e attempati suiveur. Il ciclismo allo stato liquido che scorre come un racconto ben scritto, che si infiltra come una pioggia del Nord, che è un elisir che non ci stancheremo mai di bere, al punto da diventarne ubriachi e ancora oltre, almeno finché ci sarà qualcuno che a bordo strada, in mezzo a ciuffi d’erba ingiallita, continuerà a raccogliere il suo bidon e a portarselo a casa, in un misto di effimero stupore e gioia purissima.

Bidon – Ciclismo allo stato liquido nasce nella primavera del 2016 da un’idea di Filippo Cauz e Leonardo Piccione, reduci dall’esperienza della redazione ciclismo di Crampi Sportivi, con cui nell’agosto 2015 avevano pubblicato l’ebook “Quel leggero vagabondare. Storie e visioni dal Tour de France 2015” (Streetlib, prefazione di Marco Pastonesi). Bidon nasce come una piccola officina di paese e vuole essere, ora e finché ne avremo, un luogo con poche news e nessuna classifica, senza l’assillo dei clic, il conteggio delle battute, la ricerca del virale e il richiamo dell’hype. Un posto per storie e visioni, per raccontare di biciclette senza scadenze fisse, quando vien voglia di un sorso fresco. Per la sete, o anche solo per il gusto.

Nell’agosto del 2016 abbiamo pubblicato in versione cartacea e digitale la raccolta “Se qualcuno viene mi fa piacere. Storie e visioni dal Tour de France 2016″ (Streetlib, prefazione di Claudio Gregori). Nel maggio del 2017 abbiamo scritto “il Centogiro – 99 storie (più una) dal Giro d’Italia” (Ediciclo, prefazione di John Foot), un progetto di racconti che ci ha messi in contatto con alcune tra le più importanti firme del giornalismo sportivo italiano e che ci ha portato in giro per l’Italia durante la 100a edizione della Corsa Rosa. Il 2017 ha visto l’arrivo di una nuova raccolta dedicata alla Grande Boucle: “Dicevano che si sarebbe alzato il vento. Storie e visioni dal Tour de France 2017” (Streetlib, prefazione di Alessandra Giardini). Durante gli ultimi Tour inoltre, dopo i saltuari esperimenti di “Radio Bidon”, abbiamo realizzato il podcast “Bonjour Bidon”, una trasmissione quotidiana in diretta con ospiti, commenti e curiosità sulla corsa. Tutte le puntate di “Bonjour Bidon” sono disponibili all’indirizzo https://www.mixcloud.com/ciclismoliquido/

> www.bidonmagazine.org
> facebook.com/ciclismoliquido
> twitter.com/ciclismoliquido
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IL CENTOGIRO - 99 STORIE (PIU' UNA) DAL GIRO D'ITALIA

Collettivo Bidon – edizioni Ediciclo.

Dalla prima edizione (1909) fino all’ultima (2016), 99 racconti di corse in bicicletta, di uomini e strade. Racconti di campioni e di gregari, di vincitori e di perdenti.

Il Giro d’Italia non e solo una gara che ripercorre da Nord a Sud le strade d’Italia. Il Giro è soprattutto un modo per annodare, tappa dopo tappa, le storie che il ciclismo porta dentro e fuori la corsa. In occasione della centesima edizione della Corsa Rosa, Bidon – ciclismo allo stato liquido ha deciso di celebrare la storia del Giro mettendo insieme 99 racconti, uno per ogni edizione, per cantare, con stili differenti, le gesta dei protagonisti. Non solo una ricostruzione storica, ma un’avventura letteraria che aiuta a fissare aneddoti, luoghi, racconti e personaggi. Una raccolta di contributi di giornalisti, scrittori ed ex-corridori, tra cui Claudio Gregori, Marco Pastonesi, Marco Ballestracci, Alessandra Giardini, Gino Cervi, Marco Pinotti e Silvio Martinello.

“L’idea di lavorare a una raccolta di storie e visioni sulla storia del Giro d’Italia, e quindi di ripescare consistenti pezzi di passato, non nasce in contraddizione con l’impegno anti-nostalgico di Bidon, anzi prova a rafforzarlo. È la risposta che ci siamo dati alla domanda sulle origini della nostra passione. È una presa di coscienza, la consapevolezza che estendere un ricamo presupponga la conoscenza della trama.

Scrivere il Centogiro, la nostra celebrazione del Giro d’Italia e delle sue prime 99 edizioni, ci è sembrato allora occasione imperdibile e passo necessario per segnare un percorso e fissarne i riferimenti. Non è un compendio storico, ma una vivace pedalata attraverso 99 «domeniche», un concentrato di fatti noti e ricordi ritrovati per ciascuna delle edizioni fin qui disputate della Corsa Rosa”.

  • 16 settembre | 16.00: “Vigorelli e altre storie” di Angelo De Lorenzi: Le vite, le storie e i personaggi del velodromo più bello del mondo. Molto più di una pista, il Vigorelli è stato per anni uno dei simboli della città di Milano, teatro di mille sfide sportive e persino – ancora oggi – una location per le più svariate attività. Le sfide all’ultimo palmer fra Antonio Maspes e Sante Gaiardoni e molto altro, da Sugar Ray Robinson ai Beatles.

VIGORELLI E ALTRE STORIE

Angelo De Lorenzi
VIGORELLI
e altre storie

Le vite, le storie e i personaggi del velodromo più bello del mondo.
Molto più di una pista. Il Vigorelli è stato per anni uno dei simboli della città di Milano,
teatro di mille sfide sportive e persino – ancora oggi – una location per le più svariate attività.
Le sfide all’ultimo palmer fra Antonio Maspes e Sante Gaiardoni. Il segreto (qui rivelato) di una bici costruita da Faliero Masi. I record dell’ora (Ercole Baldini, Fausto Coppi, Francesco Moser), il pugilato di Duilio Loi, gli allenamenti di Sugar Ray Robinson, le riprese cinematografiche di Luchino Visconti per uno dei grandi capolavori del neoralismo, “Rocco e i suoi fratelli”, e le atmosfere della palestra Ravasio. La prima volta dei Beatles in Italia e quella sciagurata idea di trasformare la pista in un cinodromo. Ma come l’Araba Fenice il “Vigo” è sopravvissuto e rinato a ogni accidente, persino ai bombardamenti.
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L’autore: Angelo De Lorenzi, giornalista, ha anche scritto Il collezionismo nel mondo della bicicletta (Ediciclo 1992) e E non chiamatemi (più) Cannibale. Vite e imprese di Eddy Merckx (Limina 2003).
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Editore: youcanprint
Pagine: 204
Formato: 15×21
Prezzo: 15 euro
Foto: sono presenti alcune immagini in bianco e nero sulla storia del velodromo.
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Dove si acquista:

On line: il libro è acquistabile on line sul sito dell’editore all’indirizzo www.youcanprint.it oppure sugli altri siti come Amazon e Ibs (digitare il titolo Vigorelli e altre storie).

In libreria: Il libro è ordinabile in oltre 4.500 librerie in Italia
Clicca a questo indirizzo www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html per visualizzare la mappa di tutte le librerie fisiche raggiunte dal servizio e scopri quella più vicina a te.

Dentro a questo bidon c’è tutto il ciclismo che ci piace, quello dissetante che unisce fenomeni e faticatori, giovani energici e attempati suiveur. Il ciclismo allo stato liquido che scorre come un racconto ben scritto, che si infiltra come una pioggia del Nord, che è un elisir che non ci stancheremo mai di bere, al punto da diventarne ubriachi e ancora oltre, almeno finché ci sarà qualcuno che a bordo strada, in mezzo a ciuffi d’erba ingiallita, continuerà a raccogliere il suo bidon e a portarselo a casa, in un misto di effimero stupore e gioia purissima.

Bidon – Ciclismo allo stato liquido nasce nella primavera del 2016 da un’idea di Filippo Cauz e Leonardo Piccione, reduci dall’esperienza della redazione ciclismo di Crampi Sportivi, con cui nell’agosto 2015 avevano pubblicato l’ebook “Quel leggero vagabondare. Storie e visioni dal Tour de France 2015” (Streetlib, prefazione di Marco Pastonesi). Bidon nasce come una piccola officina di paese e vuole essere, ora e finché ne avremo, un luogo con poche news e nessuna classifica, senza l’assillo dei clic, il conteggio delle battute, la ricerca del virale e il richiamo dell’hype. Un posto per storie e visioni, per raccontare di biciclette senza scadenze fisse, quando vien voglia di un sorso fresco. Per la sete, o anche solo per il gusto.

Nell’agosto del 2016 abbiamo pubblicato in versione cartacea e digitale la raccolta “Se qualcuno viene mi fa piacere. Storie e visioni dal Tour de France 2016″ (Streetlib, prefazione di Claudio Gregori). Nel maggio del 2017 abbiamo scritto “il Centogiro – 99 storie (più una) dal Giro d’Italia” (Ediciclo, prefazione di John Foot), un progetto di racconti che ci ha messi in contatto con alcune tra le più importanti firme del giornalismo sportivo italiano e che ci ha portato in giro per l’Italia durante la 100a edizione della Corsa Rosa. Il 2017 ha visto l’arrivo di una nuova raccolta dedicata alla Grande Boucle: “Dicevano che si sarebbe alzato il vento. Storie e visioni dal Tour de France 2017” (Streetlib, prefazione di Alessandra Giardini). Durante gli ultimi Tour inoltre, dopo i saltuari esperimenti di “Radio Bidon”, abbiamo realizzato il podcast “Bonjour Bidon”, una trasmissione quotidiana in diretta con ospiti, commenti e curiosità sulla corsa. Tutte le puntate di “Bonjour Bidon” sono disponibili all’indirizzo https://www.mixcloud.com/ciclismoliquido/

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  • 22 settembre | 16.00: “Quasi quasi mi faccio l’Eroica” di Lino Gallo:“L’Eroica” è la madre di tutte le ciclostoriche. Nata nel 1997 è giunta quest’anno alla XXII edizione. Se alla prima partenza erano solo in 92, nel 2018 saranno quasi 8000 (numero limitato) di cui 2500 stranieri. Un movimento pazzesco che ha attirato anche Lino Gallo, scrittore e giornalista appassionato di biciclette d’epoca, che a un certo punto decide di fare la pazzia e partecipare anche lui, raccontandoci il tutto in una travolgente cronaca semiseria.

QUASI QUASI MI FACCIO L'EROICA

Lino Gallo – edizioni Ediciclo.

Come può, d’improvviso, un tranquillo neo-pensionato milanese, fino a poco tempo fa praticamente digiuno di pedivelle, selle e manubri, venire irresistibilmente travolto dalla mania per il ciclismo d’epoca, quello delle biciclette col telaio in acciaio, del cambio a manetta e delle cinghiette ai pedali, quello delle maglie di lana grossa e dei caschetti di cuoio? Quasi quasi mi faccio l’Eroica è la cronaca autoironica di un “percorso iniziatico” verso il paradiso-inferno del vintage ciclistico: dal procurarsi la bici adatta, anzi, dal costruirsela pezzo per pezzo, cercandoli come un segugio tra e-bay e bancarelle, al vestirsi nel modo più consono alla nobile sfida; ma, soprattutto, come prepararsi a pedalare sulle magiche strade bianche del Chianti senese. Un’avventura eroicomica, tra alti e bassi, entusiasmi e scoramenti; gli incontri con i grandi artigiani della bicicletta e coi santuari del ciclismo; la partecipazione al rito collettivo del Giro d’Italia; un’appassionata fotografia della Milano non solo ciclistica, dai Navigli alle periferie, e di Londra, vera Mecca dell’urban cyclist; fino alla partecipazione all’agognata ciclostorica e al commosso compimento della fatica, siglato dal timbro dell’arrivo sul foglio di gara. 

Seguiranno altri appuntamenti

Come iscriversi

VIA INTERNET

Via Internet, CLICCANDO QUI ed effettuando on-line pagamento con carta di credito, Paypal o bonifico diretto. Al momento del ritiro del dorsale e numero bici, sarà richiesta la tessera F.C.I. o Enti di Promozione Sportiva aderenti alla Consulta Nazionale valida per il 2018.

VIA EMAIL

Via email, inviando l’apposita scheda di iscrizione (CLICCA QUI PER SCARICARLA) compilata in ogni sua parte, unitamente alla copia dell’avvenuto bonifico all’indirizzo iscrizioni@sdam.it.

VIA FAX

Via fax, inviando l’apposita scheda di iscrizione (CLICCA QUI PER SCARICARLA) compilata in ogni sua parte, unitamente alla copia dell’avvenuto bonifico al numero +39 051 9525760.

VIA POSTA

Via posta, inviando l’apposito modulo di iscrizione (CLICCA QUI PER SCARICARLO) unitamente alla ricevuta di avvenuto pagamento, al seguente indirizzo: SDAM – Sport Data Management s.r.l. Via F. Paciotto 6/A 43124 Alberi Di Vigatto (PR).

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